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Ogni UUID è generato con la crittografia del browser: casualità reale, non prevedibile.
📋 I tuoi UUID
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Identificatori univoci casuali, pronti da usare come chiavi, ID o nomi di file.
Ogni UUID è generato con la crittografia del browser: casualità reale, non prevedibile.
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Uno UUID (Universally Unique Identifier) è un identificatore di 128 bit rappresentato da 32 caratteri esadecimali, che serve a dare un nome univoco a qualcosa: un utente, un ordine, un file, una riga di database. La sua particolarità è che non è un contatore. Mentre un ID numerico cresce in modo prevedibile — e quello basta a indovinare cosa c'è accanto — un UUID è casuale, quindi non rivela quanti elementi esistono né permette di indovinare quello successivo.
Esistono diverse versioni di UUID, e la scelta dipende da come viene prodotto l'identificatore. La versione 4 è casuale: i 128 bit vengono estratti da un generatore crittografico, quindi è valida ovunque, senza coordinamento né server, e si può creare offline. La versione 1 includeva timestamp e indirizzo MAC della macchina, il che la rendeva prevedibile e oggi è sconsigliata. La versione 7, più recente, ordina gli identificatori per tempo e sta diventando la scelta per i database. Per un generatore universale la v4 è la scelta standard, ed è quella che produciamo qui.
Sì, ed è il punto più importante. Molti generatori online usano Math.random(), che produce numeri pseudocasuali: sono deterministici, si possono prevedere conoscendo lo stato interno e non vanno usati per sicurezza. Questo strumento usa invece la Web Crypto API del browser, cioè la stessa sorgente crittografica usata per generare password: l'entropia reale è 122 bit per identificatore, e la probabilità di una collisione è praticamente zero. Per darti un'idea, per avere il 50% di probabilità di una collisione servirebbero circa 2,7 miliardi di miliardi di UUID generati alla stessa velocità.
Usalo quando gli identificatori devono essere creati su più macchine o in momenti diversi e non puoi chiedere a un database il prossimo numero: microservizi, file di test, chiavi di oggetti in un bucket, codici di tracciamento. Invece, se stai costruendo un'applicazione con un database centralizzato, una chiave primaria auto-incrementale è quasi sempre la scelta migliore: è più corta, si indicizza meglio e rende il database più efficiente. E per l'autenticazione esistono soluzioni dedicate: per le password, il nostro generatore di password; per i token firmati, gli JWT non vanno generati a mano.
Sì: gratuito, senza registrazione e interamente nel browser. Nessun identificatore viene inviato a un server né salvato. Puoi generare fino a 500 UUID per volta, scegliere il formato (con trattini, compatto, in maiuscolo o tra graffe) e scaricare il risultato in un file .txt.